Cuginetto sei un imbranato

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Certo che avere un imbranato in famiglia è proprio il minimo della vita! Maschio poi mi dà quasi il voltastomaco. Parente è il colpo di grazia che stenderebbe pure un elefante. Dovevo assolutamente correre ai ripari anche per salvaguardare il buon nome della famiglia. Pensare che avevo preparato tutto un bel piano per far si che una mia amica, Gloria, che sbava letteralmente per il suo cazzo, potesse farsi finalmente svangare da lui.

E quello niente, come se invece di un bel pezzo di fica vedesse un ciuffo di lattuga. Ero inorridita, disgustata e a quel punto anche un pochino arrapata, perché la troietta sembrava una gatta infoiata di libidine e si strusciava sui suoi genitali, guaiva, gemeva, sbatteva le tette e quel pirla un cazzo, niente, lattuga fresca, verde!!

Il corpicino di Gloria non era niente male ma anche quello di mio cugino era invitante. La mia mente perversa e depravata si era già fatta tutto un programmino che prevedeva sia l’uno che l’altro. Bramavo farmelo dare in fica e nel culo e contemporaneamente di succhiare la passera a Gloria. Quella troietta era riuscita a passarmi tutto il suo infoiamento, e a passarmelo al cubo. Così mandammo affanculo ogni retaggio di pudore e cominciammo a tentare direttamente la sua carne, per poi papparci la sua anima pigra.

Gli mostrai le tette sorridendogli laida, mentre la smaniosa Gloria gli crollava immediatamente ai piedi e prendendoglielo tra le labbra glielo ciucciava come se fosse un gelato alla fine del cono, e le sue dita gli titillavano i coglioni.

Volle leccarmi i capezzoli e devo dire che l’istinto maschio gli stava dando delle buone dritte, visto che me li leccava proprio bene. Il fatto era che la sua lenta macchina da sesso si era messa finalmente in moto e anche a me venne la fregola di sbocchinarlo, mentra a lui venne quella di leccare la figona di Gloria. Gliela ciucciò avidamente, come se avesse sete del suo clitoride, che volesse affogare dentro alla sorca.

Quella troia di Gloria sembrava un vulcano in eruzione tanto smaniava e gemeva e se la strofinava alla sua barba per soffrire anche un po’ oltre che godere come una vacca. Giovanni aveva l’asta tirata al massimo, dura, vogliosa. Gliela leccai ancora per un po e poi me l’avvicinai ai petali della fica, spingendolo dentro lentamente, per gustare a fondo il piacere che mi procurava tenermi il cazzo dentro.

Un piacere spasmodico, fatto di brividi e sussurri, una gocluria spaziale.

Avevo anche voglia di continuare a spompinare mentre me lo facevo dare in pancia, però di cazzi lì c’era solo quello di mio cugino e oltretutto ce l’avevo in figa io. Per cui andai a soddisfare quella che era stata la mia prima voglia, quando il rincoglionito ancora non dava cenni di risveglio, anche se, ora penso che magari lo faceva apposta, il porco, per farci salire la temperatura a mille e trombarci poi come salsicce sulla griglia.

La mia prima voglia era stata ciucciare la figa alla mia amichetta. Ce l’eravamo già ciucciata nel letto in collegio ma lì, davanti a un uomo col cazzo in tiro la cosa mi eccitava ancora di più. Così decisi di prendere entrambi e mentre l’asta diventata addirittura una lancia mi impalava di dietro, mi dedicai lascivamente a leccare la passera a Gloria.

Già che c’ero le diedi anche il servizio al buco del culo, mentre nel mio al contrario succedeva l’inferno, perché il cazzo di Giovanni mi stava letteralmente demolendo il deretano. Sembrava un’ascia che si abbatteva su un tronco. E gìà cominciava a bruciarmi. Già mi faceva male, ma godevo, anche perché l’onore della famiglia era salvo! Annalisa


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